Il bibliotecario facilitatore nell’apprendimento: teorie e buone pratiche di information literacy

Il 25 settembre e il 2 ottobre un gruppo di bibliotecari è a Firenze nell’aula informatica in via Alfani, 39 per partecipare al corso Il bibliotecario facilitatore nell’apprendimento: teorie e buone pratiche di information literacy promosso dall’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) della sezione Toscana.

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18 thoughts on “Il bibliotecario facilitatore nell’apprendimento: teorie e buone pratiche di information literacy

  1. Corso molto interessante sia dal punto di vista dei contenuti che delle modalita’ di erogazione. Mancanza di tempo per ulteriori approfondimenti. Inoltre ottima occasione per riflettere sulle modalita’ di lavoro in gruppo.

  2. buona l’interazione con il gruppo e con le docenti; nuovi concetti e nuovo modo di lavorare in condivisione; forse il tempo è stato poco per apprendere tante nuove “nozioni” (riappropriamoci anche di questo termine).

  3. Interessante la parte del lavoro di gruppo e il confronto.
    Un po’ troppo spazio alla parte sulla progettazione in generale rispetto a quella sull’information literacy
    Necessaria per le pubbliche una parte sul reperimento finanziamenti, capire se ci sono bandi legati all’agenda digitale, sia specifici per le biblioteche, sia per altri soggetti con cui potremo collaborare. Per orientare la progettazione sarebbe importante anche sapere se ci sono azioni, target o obiettivi prioritari.

  4. Importante opportunità di capire cos’é (e soprattutto cosa non é) l’Information Literacy. Altrettanto importante occasione di riflessione sull’utilità sociale del proprio lavoro e, conseguentemente, di motivazione professionale. Mi ha fatto piacere conoscere nuovi colleghi, anche di ambito accademico.

  5. Interessante scambio di idee ed esperienze. Una volta tanto rientro nella mia trincea di campagna motivato e battagliero. “Il bibliotecario prima di essere un vincitore, è un combattente” (Dewey). Utili input per abbattere i muri delle differenze italiane tra le diverse tipologie di biblioteca. Non soltanto universitarie / pubbliche, ma anche le altre … Sdiaf ottimo punto di partenza come sistema documentario territoriale ma anche intertipologico. Buon lavoro a tutti i colleghi e colleghe. PG

  6. fare…fare…fare…..mi è aumentata la voglia ma “con giudizio” però. (come diceva il governatore Fuentes nei “promessi sposi” 🙂 ). Uno si rende conto della “faciloneria” con cui, spesso, affronta questioni importanti grazie a chi lo mette in condizione di ripensare i proipri limiti.

  7. Questo corso è stato molto utile per meglio conoscere l’Information Literacy, è stato un momento di confronto con realtà diverse e fonte di ispirazione per possibili e future strategie volte a fornire strumenti utili non solo per gli utenti mi auguro anche per la comunità.

  8. Il corso ha rappresentato una interessante e proficua occasione di confronto e di arricchimento. Molto apprezzata la scelta di lavorare prevalentemente in gruppo.

  9. Mi sembra sia emersa anche qui una buona voglia di raccontare la propria realtà e le proprie esperienze. E’ una cosa che ho avvertito anche in altri corsi e per me è stato positivo che sia stato dato spazio anche a questo.

  10. Lavorare in gruppo (gruppo 1) è stata una bella esperienza, stimolante e divertente, perchè ci ha permesso di migliorare le nostre conoscenze confrontandoci. Abbiamo potuto sperimentare e vivere l’insegnamento che le nostre brave docenti ci hanno trasmesso. Sarebbe bello poter continuare. Personalmente avrei bisogno di qualche ora formazione in più. La valutazione è certamente positiva. Al contrario di altri corsi, dove viene prospettata una bella realtà che successivamente si scontra con la realtà non sempre rosea di qualche nostra biblioteca, questo corso mi ha trasmesso un punto di vista positivo, dove l’applicazione della teoria sembra davvero possibile per migliorare il nostro lavoro quotidiano.

  11. Aspetti positivi: apprendimento basato su lavoro di gruppo, suggerimenti su come migliorare il progetto formativo che intervengono sia in corso d’opera (durante la progettazione) che dopo aver presentato il progetto. I suggerimenti servono sia come stimolo/incoraggiamento che come spunto per modificare il progetto
    Aspetti negativi: non è sempre facile avviare in tempi brevi un lavoro di gruppo. Quello che dovrebbe essere uno stimolo (membri del gruppo che provengono da contesti ed esperienze diverse) potrebbe trasformarsi in un ostacolo. Forse qui il supporto del docente potrebbe diventare utile per capire insieme come possono essere superati questi ostacoli.

  12. Insegnare ad avere delle competenze che possano essere trasmesse e che possano contribuire alla costruzione di un percorso è un buon metodo di insegnamento che consente anche di rivalutare la biblioteca cercando di inglobarla nell’ambiente secondo le richieste dell’utenza. Particolarmente proficuo è gettare i rudimenti del corso attraverso esemplificazioni di modelli e permettere l’esercitazione guidata su progetti specifici garantendo la guida continua dei supervisori.

  13. Stimolante! Utili richiami di teoria e metodologia, occasione per riflettere sulla propria attività, condividere idee ed esperienze con colleghi di diversa provenienza, progettare le iniziative future con maggior consapevolezza e competenza. Un grazie ai colleghi del gruppo di lavoro!

  14. corso stimolante, ma molto complesso da intendere. Da un lato il tema ed il relativo linguaggio sono complessi, dall’altro lavorare in gruppo aggiunge complessità. Forse sarebbe necessario un percorso più lento e schematico che descriva il percoso da fare in modo più lineare, senza approfondire troppo la complessità; questa complessità infatti distrae e rende più difficile mantenere il filo del discorso.

  15. Interessante approccio metodologico concreto, pratico, calato nel reale, ad una materia tanto complessa quanto ampia, magmatica e “incontenibile” per le potenzialita’ che racchiude. Stimolante la provocazione da parte delle docenti ad aprire con questo corso una cassetta degli attrezzi da implementare con strumenti di lavoro, scambi di idee, progettualita’, input per iniziare un percorso di approfondimento su di un tema in continua evoluzione, di pari passo con le dinamiche sociali e di comunicazioni. Fondamentale ed efficace per l’apprendimento il lavoro di gruppo, il confronto tra i partecipanti sulle idee progettuali presentate. Estremamente positivo il lavoro coordinato, mai ripetitivo, anzi, incrementale da parte delle docenti e la loro gestione del tempo: mai tempi morti! Calibrata ed efficace per l’apprendimento la gestione dei tempi di esposizione dei rispettivi temi trattati, peraltro in maniera assai fluida, e la dinamica interazione tra i loro interventi. Utile e adeguato il materiale impiegato e fornito.

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