Laboratorio La ricerca in biblioteca, maggio 2015

Calendario

29 aprile, aula LB5

13 maggio, aula LB5

20 maggio, aula LB2

27 maggio, aula LB2

29 maggio, aula LB5

Le aule si trovano in via Laura, al secondo piano.

Obbiettivi formativi

– sviluppare la consapevolezza dell’esistenza di strumenti e risorse elettroniche di grande rilevanza per lo studio e la ricerca
– fornire una adeguata conoscenza pratica
– affrontare il problema di un uso critico dei risultati derivanti da una ricerca compiuta all’interno delle risorse elettroniche messe a disposizione dall’Ateneo e in generale sul Web
Competenze
– saper consultare in modo proficuo le varie tipologie di cataloghi
– saper accedere alle risorse riservate d’Ateneo
– sapersi orientare nella consultazione di riviste elettroniche e banche dati di ambito disciplinare e nella collezione della biblioteca
– saper individuare dove e come è possibile reperire i testi d’interesse
– saper valutare l’autorevolezza di una fonte bibliografica
– saper citare in modo corretto le informazioni
– saper preparare correttamente una bibliografia

Vai alla pagina dei corsi della Biblioteca Umanistica

Laboratorio base La ricerca in biblioteca – novembre 2013

Di nuovo al via!

Laboratorio base La ricerca in biblioteca per il corso di laurea Formazione primaria v.o.

Quando: 6, 13, 20, 27 novembre 2013, 4 dicembre 2013 (ore 14-18)

Dove: aula 3B, via Laura.

Corso La ricerca in biblioteca per gli studi di Psicologia

Quando: 7, 14, 21, 28 novembre 2013, (ore 14-18)

Dove: aula 1, via della Torretta.

Media & Information Literacy: guide per la didattica

Riporto, una traduzione maldestra del sito, dove è disponibile Our Space: Being a Responsible Citizen of the Digital World. Un casebook per gli insegnanti e non solo, frutto di un progetto che vede coinvolti Henry Jenkins e Howard Gardner sul fronte delle competenze digitali.

Sul sito è possibile scaricare l’introduzione, le FAQ, la Road Map in pdf oppure tutto il documento completo
Oggi i nuovi media sono entrati a far parte della vita quotidiana dei giovani e non solo. Attraverso computer, telefoni cellulari e altri dispositivi portatili,si può partecipare a social network come Facebook, usare giochi multi-player, utilizzare fonti di informazione on-line, e condividere video, storie, musica e opere d’arte che hanno creato. Tramite queste attività possono essere acquisite molte competenze importanti ma al tempo stesso possono esserci anche dei rischi. E’ molto importante quindi, per i giovani, sapere come diventare “cittadini” consapevoli su Internet in modo etico e socialmente responsabile

In questo spazio sono disponibili un insieme di materiali didattici per incoraggiare gli studenti delle scuole superiori a riflettere sulle dimensioni etiche della loro partecipazione nei nuovi ambienti multimediali.

Attraverso giochi di ruolo attività e gli esercizi di riflessione, gli studenti sono invitati a prendere in considerazione le responsabilità etiche delle altre persone, e del proprio comportamento on-line.

Gli argomenti riguardano cinque temi centrali molto importanti:

identità,

privacy,

autorialità e proprietà,

credibilità,

partecipazione.

Tutto il sito è molto interessante e vi si trovano molte altre cose utili.

Questo spazio è stato co-sviluppato da Project New Media Literacies (iniziato al MIT e ora passato alla University of Southern California Annenberg School for Communications e giornalismo) e il The GoodPlay Project (Harvard Graduate School of Education). Questa collaborazione è nata da un interesse comune nel promuovere pensiero etico e consapevole tra i giovani e le loro competenze dei nuovi media. Per saperne di più sulla collaborazione del progetto vedere il link “come ci siamo arrivati​​,” di Henry Jenkins e Howard Gardner. L’intervista, molto interessante, è disponibile nella traduzione italiana , in due parti, curata da Virginio B. Sala sul blog Via Cartesio.

Risorse allegate

Confronting the Challenges of Participatory Culture: Media Education for the 21st Century (Jenkins et al., 2006)

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L’altra guida didattica che voglio segnalare è : Digital & media literacy education scritta da Maria Ranieri, a cura del CESIE (Centro Studi ed Iniziative Europee nell’ambito del Dipartimento di Cooperazine Europea ed Internazionale) nell’ambito del progetto Virtual Stage Against Violence, finanziato dal Programma DAPHNE III della Commissione Europea. Il progetto coinvolge quattro paesi europei: Austria, Germania, Italia, Romania.

“Il testo, scritto da Maria Ranieri, si focalizza su cinque chiavi tematiche: Partecipazione, Credibilità, Identità, Privacy, Autorialità e Creatività. Ognuna di queste tematiche viene accompagnata da pacchetti formativi contenenti varie attività che gli educatori potranno adottare trasversalmente all’interno dei percorsi didattici con i propri alunni. Durante il Training gli educatori conosceranno e sperimenteranno tra di loro le attività proposte nel Toolkit a seguito del quale porteranno avanti un importante periodo di sperimentazione con gli alunni delle loro classi. Al termine del periodo di sperimentazione tutti i risultati verranno raccolti in una ricerca utile a verificare l’impatto e l’efficacia del Toolkit all’interno dei contesti educativi scolastici e non.”

“L’obiettivo generale è trattare i rischi e le opportunità che i giovani incontrano quando usano i media digitali e la comunicazione online, offrendo degli strumenti cognitivi e creativi per farne un uso appropriato e beneficiare del potenziale positivo per la loro crescita e partecipazione nella sfera pubblica.”

La guida è stata presentata a Palermo il 9 e 10 Settembre 2012 al CESIE, durante un  Training Course rivolto agli educatori provenienti dai quattro paesi partner del progetto

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Vorrei segnalare anche:

Understanding Information Literacy: A Primer by Forest Woody Horton, Jr, pubblicato da UNESCO IFAP nel 20007.

Questa guida è stata concepita come uno strumento di facile consultazione. Si rivolge a decisori politici, dirigenti d’azienda, amministratori della società civile e professionisti, insegnanti e spiega, in maniera semplice, come trovare, recuperare , organizzare, valutare e utilizzare le informazioni in modo efficace, per far fronte alle sfide complesse che la transizione verso una società della conoscenza del XXI secolo richiede.

BIBL la banca dati per l’aggiornamento degli insegnanti è stata chiusa

Ho scoperto, con vero rammarico, che INDIRE ha messo tra i progetti conclusi la banca dati bibliografica “BIBL”  per l’aggiornamento degli insegnanti, “RIVI” banca dati di riviste educative, “EMER” archivio delle riviste nel campo dell’educazione e , se non bastasse, è stato chiuso il servizio di document delivery.

BIBL aveva molti difetti: interfaccia poco amichevole, mancanza di navigabilità del thesauro, mancanza di un elenco della letteratura indicizzata, ecc.,  ma almeno forniva lo spoglio di periodici italiani nel campo dell’educazione.

Ho telefonato per chiedere spiegazioni; mi hanno risposto che oggi l’attenzione è rivolta verso altri temi: le nuove tecnologie, gli ambienti di apprendimento …..

Cosa vuol dire questo, che non si fa più ricerca? Che non si pubblica più.

Anche questo è un segnale di quanto è bistrattata la cultura e la formazione che al contrario dovrebbero essere gli elementi trainanti di una Nazione.

Si può fare ancora qualcosa?

The Moscow Declaration on Media and Information Literacy

Si è tenuta a Mosca, dal 24 e al 28 giugno, l’International Conference on Media and Information Literacy for Knowledge Societies promassa dall’UNESCO e IFLA a cui hanno partecipato 130 persone provenienti da 40 paesi diversi .

Sul sito sono disponibili i materiali utilizzati e i reports dei lavori svolti.

Dalla conferenza è uscita The Moscow Declaration on Media and Information Literacy che riporto integralmente.

Moscow, 28 June, 2012

The changing media landscape and the rapid growth in information are affecting individuals and societies now more than ever. In order to succeed in this environment, and to resolve problems effectively in every facet of life, individuals, communities and nations should obtain a critical set of competencies to be able to seek, critically evaluate and create new information and knowledge in different forms using existing tools, and share these through various channels. This literacy creates new opportunities to improve quality of life. However, individuals, organizations, and societies have to address existing and emerging barriers and challenges to the free and effective use of information, including, but not exhausted by, the following:

  • Limited capacities, resources and infrastructure;
  • Censorship, limited information in the public domain, commercialization, privatization, and monopolization of information;
  • Lack of respect for cultural and linguistic diversity;
  • Excessive and inappropriate legal barriers to accessing, distributing and owning information;
  • Lack of awareness of long-term preservation of information, particularly personal digital information; and
  • Lack of cross-sectoral and interdisciplinary collaboration among stakeholders (between librarians and media educators, between mass media outfits and
  • academic organisations, etc.).

With this context, the International Conference Media and Information Literacy for Knowledge Societies that was held in Moscow on 24-28 June 2012 aimed at raising public awareness of the significance, scale and topicality of the tasks of media and information literacy advocacy among information, media and educational professionals, government executives, and the public at large; at identifying key challenges and outlining policies and professional strategies in this field; and at contributing to improving international, regional and national response to Media and Information Literacy (MIL) issues.

The Conference was organized by the Ministry of Culture of the Russian Federation, the Federal Agency for Press and Mass Communications, the Commission of the Russian Federation for UNESCO, UNESCO Information for All Programme and UNESCO Secretariat, the International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA), the UNESCO Institute for Information Technologies in Education, the Russian Committee of the UNESCO Information for All Programme, and the Interregional Library Cooperation Centre, within the framework of Russia’s chairmanship in the Intergovernmental UNESCO Information for All Programme.

The Conference gathered nearly 130 participants from 40 countries representing all continents: executives and experts of key specialized international governmental and nongovernmental agencies and organizations; leading world experts in the field of knowledge societies building; leading researchers and professors of journalism, librarianship and education; executives and representatives of government authorities responsible for educational institutions, libraries, and print and electronic media; representatives of international and national associations of media and information literacy professionals; representatives of organizations and institutions engaged in publishing professional literature on media and information literacy; and media practitioners.

The Conference participants agreed on the following:

1. Media and Information Literacy (MIL) is a prerequisite for the sustainable development of open, plural, inclusive and participatory knowledge societies, and the civic institutions, organizations, communities and individuals which comprise these societies.

2. MIL is defined as a combination of knowledge, attitudes, skills, and practices required to access, analyse, evaluate, use, produce, and communicate information and knowledge in creative, legal and ethical ways that respect human rights. Media and information literate individuals can use diverse media, information sources and channels in their private, professional and public lives. They know when and what information they need and what for, and where and how to obtain it. They understand who has created that information and why, as well as the roles, responsibilities and functions of media, information providers and memory institutions. They can analyze information, messages, beliefs and values conveyed through the media and any kind of content producers, and can validate information they have found and produced against a range of generic, personal and context-based criteria. MIL competencies thus extend beyond in to encompass learning, critical thinking and interpretive skills across and beyond professional, educational and societal boundaries. MIL addresses all types of media (oral, print, analogue and digital) and all forms and formats of resources.

3. The MIL concept builds on prior international documents such as the Prague Declaration “Towards an Information Literate Society” (2003); Alexandria Proclamation “Beacons of the Information Society” (2005); Fez Declaration on Media & Information Literacy (2011); and the IFLA Media & Information Literacy recommendations (2011). MIL underpins essential competencies needed to work effectively towards achievement of the UN Millennium Development goals, the UN Declaration on Human Rights, and the goals promoted by the World Summit on the Information Society.

4. In order to achieve these goals, individuals, communities, businesses, organizations and nations continually need information about themselves and their physical and social environments, and an understanding of the many different media through which such information is found, understood and communicated. Yet the media are in a constant state of change. New technological developments continue to alter the parameters of work, leisure, family life and citizenship. All around the world, people are living in an environment increasingly defined by the convergence of different media, interactivity, networking and globalization. Particularly (but not only) for younger people, the importance of media and peer networks has increased, and a greater part of growing up takes place outside the traditional learning environments. The creation of media today no longer lies in the hands of a limited group of professionals; now everyone can generate it.

5. At the same time, digital divides remain significant. Many people in developing countries have no access to information and media at all. Even in the developed world, limitations are placed on physical access to technologies and many people at all levels lack the critical and higher-order thinking skills needed to make informed decisions and solve problems in every aspect of life (e.g., personal, social, educational, professional aspects at local, national, regional and international levels).

Considering all the above, the participants of the International Conference Media
and Information Literacy for Knowledge Societies address heads of state; the UN
system (particularly UNESCO), IGOs, NGOs ; education and research institutions
and professional associations; media institutions; cultural and social institutions;
networks; and the business and industry sector with the following proposals:

a. Recognize that MIL is essential to the well-being and progress of the individual, the community, the economy and civil society;

b. Integrate MIL promotion in all national educational, cultural, information, media and other policies;

c. Outline responsibilities, develop capacity and promote collaboration between and among the different stakeholders (government, educational, media and youth organizations, libraries, archives, museums, and NGOs, among others).

d. Encourage education systems to initiate structural and pedagogical reforms necessary for enhancement of MIL;

e. Integrate MIL in the curricula including systems of assessment at all levels of education, inter alia, lifelong and workplace learning and teacher training;

f. Prioritize support to networks and organizations working on MIL issues, and invest in capacity building;

g. Conduct research on and develop tools for MIL, including frameworks for understanding, evidence-based practices, indicators and assessment techniques;

h. Develop and implement MIL standards;

i. Promote MIL related competencies which support reading, writing, speaking,

listening and viewing;

j. Encourage an intercultural dialogue and international cooperation while promoting MIL worldwide;

k. Invest in processes which support long-term preservation of digital information;

l. Promote and protect the rights to freedom of expression, freedom of information, right to privacy and confidentiality, ethical principles and other rights.

This document was produced through a collaborative process involving participants from the following 40 countries: Argentina, Australia, Azerbaijan, Bangladesh, Belarus, Brazil, Canada, Cape Verde, China, Croatia, Egypt, Finland, France, Germany, Hungary, India, Iraq, Israel, Italy, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Latvia, Lebanon, Lithuania, Malaysia, Mexico, Moldova, the Netherlands, Norway, the Philippines, Poland, Qatar, the Russian Federation, Serbia, Sudan, Turkey, Ukraine, the United Kingdom, the United States of America, and Zambia.

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E’ necessaria una maggiore sensibilità e una politica più incisiva in direzione della Media e Information Literacy (MIL) anche all’interno dell’UNIFI.

Attualmente nel regolamento delle biblioteche manca un riferimento esplicito; non è presente nell’elenco dei servizi erogati e nell’artic. 27 si parla solo di “corsi per l’apprendimento degli strumenti e delle tecniche di ricerca bibliografica e per la conoscenza delle fonti informative e bibliografiche locali ed ad accesso remoto”. La MIL è qualcosa di più.

Regolamento del Sistema bibliotecario di Ateneo e dei servizi Decreto rettorale, 12 novembre 2007, n. 1065 (prot. n. 67829)

        Articolo 21
Servizi

  1. In tutte le Biblioteche d’area del Sistema sono erogati i seguenti servizi:
    1. lettura e consultazione in sede;
    2. accesso ad Internet;
    3. prestito;
    4. prestito interbibliotecario e fornitura copie;
    5. riproduzioni;
    6. informazione bibliografica e assistenza nella ricerca;
    7. consultazione tesi;
    8. consultazione materiali antichi, rari o di pregio;
    9. servizi per i disabili.

    Articolo 27
    Informazione bibliografica e istruzione alla ricerca

    1. Il servizio di informazione bibliografica è assicurato in tutte le Biblioteche d’area del Sistema ed è rivolto a tutti gli utenti.
    2. Le biblioteche istituiscono corsi per l’apprendimento degli strumenti e delle tecniche di ricerca bibliografica e per la conoscenza delle fonti informative e bibliografiche locali ed ad accesso remoto. I corsi possono dare adito al riconoscimento di crediti formativi (CFU), così come stabilito dai rispettivi corsi di laurea.

La ricerca in biblioteca – maggio 2012

 11 maggio, inizio del laboratorio “La ricerca in biblioteca” presso la Facoltà di Psicologia.

Scrittura collaborativa, mappe mentali, focus sull’argomento.

11, 18, 25 maggio e 1 giugno nell’aula informatica in via della Torreta, h 14 – 18

8 giugno, ulteriore incontro, organizzato insieme al prof. Stefano Taddei  Si parlerà delle strutture semantiche  che stanno dietro alle varie categorie di risorse: classificazioni, thesauri, soggetti, tag, folksonomy, metadati e in che modo queste possono aiutare e facilitare il lavoro di ricerca di informazioni.

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25 maggio, terzo incontro

Prima di iniziare l’argomento odierno ho chiesto ad ognuno di scrivere cosa  ha imparato nei due incontri precedenti.   Questi sono i feedback ricevuti. Rinrazio chi ha partecipato.

Primi passi su Google Documenti

Scrivere in modalità wiki

Per  incentivare lo scambio e la collaborazione fra gli studenti e fra i gruppi di lavoro, durante il laboratorio di base, è stato utilizzato  Google documenti,  utile per condividere e scrivere documenti in modalità wiki. Per utilizzare Google documenti occorre avere un account e  chi ne è sprovvisto deve crearne uno. Questo semplice strumento ha consentito, a persone che abitano a distanza e che hanno tempi di studio differenziati, di lavorare insieme e organizzare l’attività di studio.

Un altro strumento utilizzato nel laboratorio è Dropbox, un servizio cloud, con un account creato appositamente per il laboratorio, che consente di archiviare documenti che possono essere raggiunti da qualsiasi punto della rete.  Dropbox consente anche di salvare documenti in una cartella pubblica e tramite una URL possono essere accessibili pubblicamente con un link come è stato fatto qui nel blog.

L’utilizzo di questi strumenti è stato apprezzato e, nonostante qualche difficoltà iniziale da parte di chi ha poca esperienza con il computer, sono stati utilizzati anche al di fuori del laboratorio, sia nello studio che in ambito lavorativo in modo personalizzato, dalla maggior parte degli studenti.

Nel laboratorio avanzato, avendo gli studenti già lavorato in modalità wiki,sono stati accennati ambienti collaborativi più articolati che offrono maggiori opportunità per la didattica come ad esempio pbwiki e wikispaces.

Il filmato, Wikis in Plain English tradotto in italiano da Fabio Ballor (Ideosfera), spiega in modo semplice l’utilizzo di un wiki.